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CORRIERE DI BOLOGNA

Via a Zoomark, la fiera a 4 zampe
C'è anche il servizio di cremazione
Un'azienda ferrarese propone la novità del salone

C'è anche l' «Ultima Carezza», il servizio di cremazione per animali domestici ideato da un'azienda ferrarese, che si è dotata di una vera e propria Ara Crematoria, tra le novità che quest'anno offre Zoomark, il 14/o salone internazione dei prodotti per animali da compagnia. A Bologna, fino a domenica, c'è tutto, ma proprio di tutto, per quei 7 milioni di cani, 7 e mezzo di gatti, 2 milioni di conigli, 1 di tartarughe e 40 tra pesci e uccellini (oltre a 50.000 iguane e 10.000 serpenti) che vivono in Italia. Ne ha almeno uno il 41% delle famiglie. E ogni giorno questo esercito di animali va nutrito, pulito e accudito. 'Coccolè che hanno generato nel 2010 un giro d'affari, solo per gli alimenti di cani e gatti, di 1.536 milioni, con una crescita del 2,2%. Così il salone cammina su tre linee: natura (con lettiere biodegradabili e cibi da agricoltura organica), tecnologia (con localizzatori gps, medagliette usb, lettiere autopulenti, acquari a led ad alte prestazioni energetiche) e gusto (con diete personalizzate per esempio per obesità, gravidanza, problemi renali). Senza ovviamente rinunciare al lusso di cuccette e cappottini in raso e cachemire.

Ma l'ultima frontiera è quella dei servizi ad hoc: passeggiate, corsi di educazione, sessioni con veterinari comportamentalisti, 'pet taxì e perfino, appunto, il servizio (reperibile h24) di cremazione, dedicato agli amici a quattro zampe con tanto di urna personalizzata. Certo, il settore sembra non sentire troppo i morsi della crisi: per Luigi Schiappapietra, presidente di Assalco (l'associazione nazionale delle imprese per l'alimentazione e la cura degli animali da compagnia) ci sono ancora margini di crescita, del 15-20%. Perchè in Italia è ancora diffusa l'abitudine di dare a Fido o Mao scarti casalinghi, e secondo il rapporto Rapporto Assalco-Zoomark 2011 solo il 60% di chi ha un cane o un gatto usa alimenti industriali. Un dato ben lontano dalla media dei paesi dell'Europa nord-occidentale, dove si affida ad alimenti industriali l'80% dei padroni. E se il cibo va bene, il comparto cura-igiene-bellezza, pur con volumi più ridotti, va ancor meglio: con una crescita delle vendite, nella sola grande distribuzione organizzata, del 4,5%, per un volume che si attesta a 59 milioni. Molto positive inoltre (+3,7%) le vendite di lettiere per gatti, che arrivano a raggiungere i 63 milioni. Ma se dal salone arrivano buone notizie, il settore fa anche esplicite richieste al mondo politico: abbassare l'Iva su cibo e prestazioni veterinarie dal 20% («aliquota tipica di prodotti di lusso» per Antonio Manfredi, direttore dell'Anmvi, l'associazione dei veterinari) al 10%, in linea con la maggior parte dei prodotti alimentari.

 

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